La possibilità che si sviluppi un forte El Niño nei prossimi mesi è aumentata significativamente, con previsioni che indicano un’82% di probabilità che il fenomeno emerga tra maggio e luglio. Il Centro di Previsione Climatiche degli Stati Uniti ha anche proiettato una probabilità del 67% che questo El Niño venga classificato come forte o molto forte durante il picco che si prevede tra novembre e gennaio. Il meteorologo Nathaniel Johnson del Laboratorio di Dinamica dei Fluidi Geofisici degli Stati Uniti ha dichiarato che El Niño potrebbe essere ufficialmente dichiarato nei prossimi due mesi.
L’El Niño è caratterizzato da temperature superficiali del mare più calde del normale nell’Oceano Pacifico equatoriale, il che può portare a modifiche su larga scala nei modelli meteorologici globali, comprese attività tempesta intensificate, temperature record e interruzioni nell’agricoltura. Questi cambiamenti iniziano tipicamente nei tropici e possono estendere i loro effetti in Australia, Asia, Americhe e Africa man mano che l’evento si intensifica prima di raggiungere il picco a dicembre.
Le conseguenze di El Niño sono sostanziali e spesso influenzano i mercati energetici e agricoli, aggravano il rischio di incendi boschivi e aumentano la probabilità di alluvioni e siccità. Viene fatto riferimento storico al potente El Niño del 1997, che ha provocato la morte di oltre 30.000 persone e causato circa 100 miliardi di dollari di danni a livello mondiale. Man mano che la situazione evolve, le potenziali implicazioni per le forniture agricole globali e la stabilità ambientale stanno diventando sempre più preoccupanti.
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